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...e ringraziate che ci sono io che sono una moltitudine
6 aprile 2010
Maybe
Sto pensando di ricominciare a scrivere. Per ora è solo un'idea. Questo blog, in fondo, fa parte di me, nel bene e nel male.
Ci penserò.



permalink | inviato da Vecuvia il 6/4/2010 alle 10:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
5 luglio 2009
Confidenziale

Del concorso di cui alla puntata precedente ancora nessuna nuova.

Detto questo...sono assalita da sensazioni contrastanti.

Intima felicità e pensieri che volano lontano.

Certezza: il vecchiume è stato eliminato, è rimasta solo la rabbia di aver perso tanto tempo. Eppure basta poco a modificare lo scenario di una stanza...

Intima paura di ciò che sarà, tra breve.

Come una porta aperta su di un dirupo
.




permalink | inviato da Vecuvia il 5/7/2009 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 maggio 2009
40 per 8

E così, dopo la preselezione, venerdì si parte con lo scritto del meraviglioso concorso del MIbac...

Simile a un'estrazione del superenalotto.

Il mio grave errore è stato quello di leggere i diversi forum dei partecipanti. Le mie nevrosi amplificate dalle nevrosi di tutti gli altri.

Ore 15, venerdì, MIlano.

Rivolgerò preghiere al pantheon celtico perché perdoni la mia conversione ai culti dei Rasna...e mi aiutino.




permalink | inviato da Vecuvia il 20/5/2009 alle 21:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
10 maggio 2009
.
Sono già passati due anni...che sembrano tanti.

In realtà questo tempo ha una dimensione tutta sua, dilatata, elastica, dolorosa.

Mi manca, ogni giorno di più, una ferita aperta. Penso a tutto ciò che non potrò mai condividere con lei.

Solo alla morte non c'è rimedio.



permalink | inviato da Vecuvia il 10/5/2009 alle 8:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 maggio 2009
A/R

Qualche giorno fa. Ore 12. Milano.
Un piazzale in cui non sono mai stata, zona sud, in attesa di un amico che non vedevo da sei mesi.

Stazione del passante ferroviario, alcuni autobus in movimento, due ragazzetti fumano di nascosto, accanto a un murales.
Polline ovunque, una nevicata primaverile, i miei pomoni accusano.

Arriva l'amico, percorriamo in macchina parte dei Navigli, mi fanno sempre pensare a Leonardo.

Rifletto su questa città: posso dire di conoscerla piuttosto bene.
In fondo, la amo. Così come amo Roma.
Ma Roma per me è pace, pensieri dissolti in quartieri, facilità, storia ovunque. E' impossibile avere la mente pesante a Roma, il peso dell'archeologia mi apre il cuore. E rappresenta la mia vita in un periodo importante.

Milano è altro: è il pre università e un post molto incerto. E' una città inevitabilmente legata all'amico in questione, che vedevo sempre ogni volta che da Viterbo tornavo a casa, durante l'università. Erano belle attese, pomeriggi di discussioni su libri e cinema, the bevuto al museo dove lavora.
Questi nostri riti si sono ripetuti. Fanno bene allo spirito.

Però...Milano è diversa. E' una città in cui posso provare inquietudine, sentimenti negativi o semplicemente più pesanti. Pensieri che portano a meditazioni.
A Roma ho solo amato, a Milano ho pure odiato.




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4 febbraio 2009
My friends

I litigi con il mio migliore amico (definizione che potrei effettivamente sostituire con "la persona che meglio mi conosce al mondo") mi lasciano una sensazione di vuoto, impotenza, consapevolezza dei miei difetti.

E l'idea che stiamo sprecando tempo in questo modo.




permalink | inviato da Vecuvia il 4/2/2009 alle 9:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
4 gennaio 2009
A sort of homecoming

L'anno è terminato con un viaggio lento attraverso una pianura livida e nebbiosa, molto siberiana.
Ho visto un mare grigio e incredibilmente attraente.

Ho recuperato ore di sonno preziose, parlato, riso, mi sono decisamente rilassata.

Il proposito fondamentale di quest'anno è riuscire a ottenere una radicale svolta. Ho una incredibile fiducia, non so da cosa derivi, ma per una pessimista cronica come me è già molto.

Mi sono resa conto di non riuscire a scrivere post lunghi e mi dispiace. Non credo nemmeno di scrivere in modo incisivo o significativo. Peccato. Altro proposito, recuperare una vena creativa.

Nel frattempo, guardo la morte su pagine di giornali e in video. Mi chiedo come stia l'agente del Mossad.




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26 dicembre 2008
Aria
Riprendo a scrivere...liberamente, senza condizioni.

Riprendo oggi, mentre termina questa due giorni familiare.
Mia nipote oggi mi sorrideva, da tre mesi è su questo pianeta e sorride con tutta l'innocenza possibile, beata. La guardo ricordandomi che bisogna andare avanti, nonostante chi non c'è più...e forse proprio per chi non c'è più. Una linea retta che sarà sempre tale, la storia.

Regalo pratico più gradito: una stampante multifunzione che a me sembra un gioiellino.
Regalo più gradito: cofanetto con libro e due dvd di Gaber. "Anni ottanta". Dovrò procurarmi anche gli anni settanta.

Due ore di telefonata con il mio migliore amico. Parlando da persone adulte, mature, consapevoli. Era da tanto che non parlavamo in questi termini, a cuore aperto e mente lucida, come gli ho poi scritto.
Io penso sempre che ovunque saremo, per quanti chilometri ci possano essere tra noi, lui ci sarà.
E io ci sarò.

Nel frattempo mi sono resa conto di aver male interpretato una situazione. Sentimenti confusi. Si sbaglia, a volte. E io non ho alcuna intenzione di farmi trascinare verso il fondo, ho solo bisogno di risalire. Eccome.

Voglio sostanza, non forma. Voglio aria, spazi aperti, vita infinita, viaggi. Voglio vivere ogni singolo istante, non aspettare un futuro. Vivo il presente, tutto e subito.



permalink | inviato da Vecuvia il 26/12/2008 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
13 novembre 2008
Stay tuned
Sto seriamente pensando di tornare a scrivere.

In modo libero.

E questo luogo è troppo bianco per i miei gusti. Ci penserò.



permalink | inviato da Vecuvia il 13/11/2008 alle 23:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
8 settembre 2008
Just another day
Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.

(F. Pessoa)


Questo giorno, il mio compleanno, è sempre stato caratterizzato da una serie di riti organizzati da mia madre.

Per la seconda volta, oggi questi riti mancheranno. Per la seconda volta, proverò rabbia cieca e disperazione. Il tempo non guarisce, il tempo lascia ferite che non si rimarginano. Per la seconda volta, paradossalmente, spererò che molti si ricordino di farmi gli auguri. Spererò nelle loro parole, nelle loro telefonate, in tutto ciò che è inaspettato.

E tutto questo perché voglio comunque pensare al fatto di esser viva…è un periodo strano della mia vita, denso di cime e abissi. Sono euforica ma afflitta allo stesso tempo.

Ma sono viva…in metamorfosi, desiderosa di salvare ed essere salvata.

Desiderosa, semplicemente, di volare alto. Di riappropriarmi di parti di me troppo a lungo accantonate. Di vincere il Caos.

Sebbene, alla fine della giornata, giungeranno lacrime per chi non potrà più esserci.

…e per me stessa, a volte incapace di comprendere…




permalink | inviato da Vecuvia il 8/9/2008 alle 0:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
6 settembre 2008
Essere ciò che sarei stato se avessi saputo ciò che è dato di sapere



L’attesa è il risultato, il retroscena
di questa nostra vita troppo piena. 
E' un andar via di cose dove al loro posto
c’è rimasto il vuoto.

Un senso quieto e religioso
in cui ti viene da pensare
e lo confesso ci ho pensato anch’io
al gusto della morte e dell’oblio.

(G. Gaber)



permalink | inviato da Vecuvia il 6/9/2008 alle 17:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 settembre 2008
Chiedi e ti sarà dato




.......e non preoccuparti....
.......terrò lontani i tuoi demoni.....




permalink | inviato da Vecuvia il 1/9/2008 alle 22:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
23 agosto 2008
Der Himmel...





Sarei felice di poter dire a me stesso: "Con lei ho stillato la verità".
Sì, è questo quello che voglio. Voglio che tu sia per me il coltello, e anche io lo sarò per te, prometto. Un coltello affilato ma misericordioso - parola tua. Non ricordavo nemmeno che fosse lecita. Un suono così delicato e ovattato. Una parola senza pelle (se la si ripete più volte a voce alta si può sentire come terra riarsa, e non è facile il momento in cui l'acqua s'infiltra fra le crepe).
[...]
Noi non avremmo ceduto, non ci saremmo arresi ai riflessi condizionati e alla burocrazia del corpo finché non fossero emerse le immagini più offuscate e remote delle nostre anime.
Questo voglio ora. Vedere l'oscurità che c'è nell'altro.
Perché accontentarsi Myriam? Perché non chiedere, per una volta, di poter piangere con le lacrime di un altro?

(D. Grossman, "Che tu sia per me il coltello")




permalink | inviato da Vecuvia il 23/8/2008 alle 17:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
15 agosto 2008
Is
"Il coraggio non è assenza di paura,
ma piuttosto la consapevolezza
che esiste qualcosa di più importante della paura"
(Ambrose Redmoon)




Per me...e il mio coraggio...del quale pago il prezzo...
ma bisogna rischiare di vivere.



permalink | inviato da Vecuvia il 15/8/2008 alle 19:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
9 agosto 2008
Not
 

"No, non posso crederti. Sono sicuro che ti è avvenuto di desiderare un'altra vita".
Gli ho risposto che naturalmente mi era avvenuto, ma ciò non aveva maggiore importanza che il desiderare di essere ricco, di nuotare molto veloce o di avere una bocca meglio fatta. Erano desideri dello stesso ordine. Ma lui mi ha interrotto e voleva sapere come vedevo quest'altra vita. Allora gli ho urlato:"Una vita in cui possa ricordarmi di questa"
(A. Camus, “Lo straniero”)


La sofferenza come spettro della luce…
Sopportabile quando assume tinte diverse da quelle della propria anima

Ma

Quando giunge dall’interno, dal nero più caro

E ricercato

E bramato

E visto in uno specchio

E quando

Si credeva davvero all'eternità

Allora

Diventa così difficile pensare che possa attraversarci

Senza lasciare cicatrici



E' necessario

Sanguinare




permalink | inviato da Vecuvia il 9/8/2008 alle 21:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
4 agosto 2008
.
Tu che m'ascolti
insegnami un alfabeto
che sia differente
da quello della mia vigliaccheria.


(F. De Andrè, "Cantico dei drogati")



permalink | inviato da Vecuvia il 4/8/2008 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
25 luglio 2008
.....
Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!

Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!

Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.

Rassegnazione d'amore,
tanto infinita quanto l'impossibile!

(Juan Ramon Jimenez)





permalink | inviato da Vecuvia il 25/7/2008 alle 9:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
13 luglio 2008
Senso

La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che scegliete."
[Jean-Paul Sartre] 


Su "La Repubblica" di venerdì ho letto la lettera di una donna di 38 anni, appartenente quindi, per eccesso, alla mia stessa generazione.
Parlando dell'omicidio della ragazza italiana in Spagna, diceva di sentirsi come un sopravvissuto a una catastrofe, che si sente in colpa per aver superato la tragedia mentre altri sono morti. Anche lei, a 20 anni, andava in vacanza all'estero in piena incoscienza, beveva, accettava passaggi da sconosciuti.

Mi sono posta le stesse domande. Ho sbadigliato di fronte alle consuete analisi "ragazza normale, solare, voglia di vivere". Le cose stanno come stanno: non c'è senso, è pura casualità.
Oh sì, avrei potuto esserci io al posto di quella ragazza. Da quando ho 12 anni giro il mondo, figlia di genitori nella norma. Ho fatto decine di volte la
Rose Street Challenge, ho chiesto passaggi a sconosciuti a Los Angeles e nel deserto del Nevada, ho chiesto a sconosciuti di pagarmi la cena perché non avevo soldi, ho fatto, come si dice, le mie brave cavolate (per non dire di peggio). Ok, alcune sono irripetibili e non le scriverò.

Mi sento anch'io una sopravvissuta, per quanto la mia filosofia sia sempre quella esistenzialista. Cercare un senso? Impossibile...


"Where the birds always sing" (The Cure)

the world is neither fair nor unfair
the idea is just a way for us to understand
but the world is neither fair nor unfair
so one survives
the others die
and you always want a reason why

but the world is neither just nor unjust
it's just us trying to feel that there's some sense in it
no, the world is neither just nor unjust
and though going young
so much undone
is a tragedy for everyone

it doesn't speak a plan or any secret thing
no unseen sign or untold truth in anything...
but living on in others, in memories and dreams
is not enough
you want everything
another world where the sun always shines
and the birds always sing
always sing...

the world is neither fair nor unfair
the idea is just a way for us to understand
no the world is neither fair nor unfair
so some survive
and others die
and you always want a reason why

but the world is neither just nor unjust
it's just us trying to feel that there's some sense in it
no, the world is neither just nor unjust
and though going young
so much undone
is a tragedy for everyone

it doesn't mean there has to be a way of things
no special sense that hidden hands are pulling strings
but living on in others, in memories and dreams
is not enough
and it never is
you always want so much more than this...

an endless sense of soul and an eternity of love
a sweet mother down below and a just father above
for living on in others, in memories and dreams
is not enough
you want everything
another world
where the birds always sing
another world
where the sun always shines
another world
where nothing ever dies...




permalink | inviato da Vecuvia il 13/7/2008 alle 16:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
22 marzo 2008
My friends

Ieri avrei dovuto prendere un treno per Roma, passare una Pasqua in una casa di Trastevere. Piani saltati. Peccato, quella casa e i suoi abitanti hanno il potere di rilassarmi.

Il mio migliore amico si è fatto 400 km. per vedermi. Poche ore, ci dedicheremo un'intera giornata a Pasquetta.
Non amo parlarne in modo aperto sul blog, ma sono consapevole di essere depressa. Seriamente, non per modo di dire. E i veri depressi sono soli ed egoisti, proprio come me, che ho trattato il mio amico come l'ultimo dei pezzenti. Quando invece è la persona che più mi conosce e mi vuole bene al mondo. Impossibile mentirgli, mi conosce troppo bene.
La mia psiche distorta ci ha allontanati. Sto cercando di rimediare. Ma è difficile quando si ha bisogno di aiuto e non si vede nulla se non la propria immagine riflessa nello specchio. Con un cumulo di disgrazie alle spalle. Ma fortunatamente non sono sul fondo del baratro, so che c'è una via di fuga, da qualche parte.
Arriverà.
Perdonami, comunque...

Nel frattempo, se n'è andato un altro grande. Nomi mitici che scompaiono.




permalink | inviato da Vecuvia il 22/3/2008 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
5 dicembre 2007
Storie/1

Mi piacerebbe poter dire di aver vissuto direttamente la storia che racconterò, in realtà ne sono stata intensa spettatrice.

Primo anno di università, amicizia forte con una delle mie coinquiline (anche oggi è una delle mie migliori amiche). Allora comprava spesso una rivista, "Campus", dedicata al mondo accademico. C'era una rubrica dedicata alla corrispondenza. Prima che arrivasse Internet ad abbattere le barriere spaziali, esistevano gli annunci per chi desiderava scrivere per amicizia o altro.

Non sono mai riuscita a leggere l'inserzione che la colpì a livelli tali da decidere di scrivere a questo ragazzo. Era timida e riservata, sarebbe stato più logico che fossi io a imbarcarmi in qualcosa del genere.
Ovviamente non ho nemmeno letto le lettere che seguirono per mesi e mesi. Non c'erano sentimenti tra loro, era un autentico scambio intellettuale. La mia coinquilina aveva già una relazione e non era alla ricerca di altro. Ma dopo mesi e mesi la corrispondenza terminò, per volontà della mia amica. Non so perché, la maggiore importanza data alla sua storia la portò a trascurare il suo corrispondente. Grave errore, non ne vedevo il motivo. Ma andò così.
Qualche tempo dopo l'ultima lettera ricevuta, trovammo sul portone d'ingresso a casa nostra un biglietto:"volevo vedere dove abita la persona che mi ha regalato così tanto con le sue parole". Un firma, un nome. Era giunto fin lì, di passaggio, per lasciare una traccia.

La mia amica rimase senza parole. Consapevole di aver perso qualcosa, che però non volle recuperare riprendendo a scrivere.

Ieri leggevo di un giovane scrittore milanese, un'intervista di poche righe.
Nome e cognome, è lui, il corrispondente.

Ci sono storie che si vorrebbero vivere, a volte.
E che non si riescono a raccontare in un modo decente.




permalink | inviato da Vecuvia il 5/12/2007 alle 10:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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