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...e ringraziate che ci sono io che sono una moltitudine
5 dicembre 2012
Where are you?
Due anni fa avevo la remota intenzione di ricominciare a scrivere...non è che non ci pensi mai, ma per ora non ho trovato forte ispirazione.
Ammiro chi ancora riesce a portare avanti il blog. E rileggendo certi miei vecchi post penso di aver fatto qualcosa di bello. Sono stata travolta dalla moda dei nuovi social network, leggasi facebook, comunicazione più veloce ma probabilmente anche meno intimista.
Penso che mi piacerebbe tornare a parlare con qualcuno di voi. Le vie del blog sono infinite...chissà.

Bussate e vi sarà risposto.




permalink | inviato da Vecuvia il 5/12/2012 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
6 aprile 2010
Maybe
Sto pensando di ricominciare a scrivere. Per ora è solo un'idea. Questo blog, in fondo, fa parte di me, nel bene e nel male.
Ci penserò.



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5 luglio 2009
Confidenziale

Del concorso di cui alla puntata precedente ancora nessuna nuova.

Detto questo...sono assalita da sensazioni contrastanti.

Intima felicità e pensieri che volano lontano.

Certezza: il vecchiume è stato eliminato, è rimasta solo la rabbia di aver perso tanto tempo. Eppure basta poco a modificare lo scenario di una stanza...

Intima paura di ciò che sarà, tra breve.

Come una porta aperta su di un dirupo
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permalink | inviato da Vecuvia il 5/7/2009 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 maggio 2009
40 per 8

E così, dopo la preselezione, venerdì si parte con lo scritto del meraviglioso concorso del MIbac...

Simile a un'estrazione del superenalotto.

Il mio grave errore è stato quello di leggere i diversi forum dei partecipanti. Le mie nevrosi amplificate dalle nevrosi di tutti gli altri.

Ore 15, venerdì, MIlano.

Rivolgerò preghiere al pantheon celtico perché perdoni la mia conversione ai culti dei Rasna...e mi aiutino.




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10 maggio 2009
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Sono già passati due anni...che sembrano tanti.

In realtà questo tempo ha una dimensione tutta sua, dilatata, elastica, dolorosa.

Mi manca, ogni giorno di più, una ferita aperta. Penso a tutto ciò che non potrò mai condividere con lei.

Solo alla morte non c'è rimedio.



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9 maggio 2009
A/R

Qualche giorno fa. Ore 12. Milano.
Un piazzale in cui non sono mai stata, zona sud, in attesa di un amico che non vedevo da sei mesi.

Stazione del passante ferroviario, alcuni autobus in movimento, due ragazzetti fumano di nascosto, accanto a un murales.
Polline ovunque, una nevicata primaverile, i miei pomoni accusano.

Arriva l'amico, percorriamo in macchina parte dei Navigli, mi fanno sempre pensare a Leonardo.

Rifletto su questa città: posso dire di conoscerla piuttosto bene.
In fondo, la amo. Così come amo Roma.
Ma Roma per me è pace, pensieri dissolti in quartieri, facilità, storia ovunque. E' impossibile avere la mente pesante a Roma, il peso dell'archeologia mi apre il cuore. E rappresenta la mia vita in un periodo importante.

Milano è altro: è il pre università e un post molto incerto. E' una città inevitabilmente legata all'amico in questione, che vedevo sempre ogni volta che da Viterbo tornavo a casa, durante l'università. Erano belle attese, pomeriggi di discussioni su libri e cinema, the bevuto al museo dove lavora.
Questi nostri riti si sono ripetuti. Fanno bene allo spirito.

Però...Milano è diversa. E' una città in cui posso provare inquietudine, sentimenti negativi o semplicemente più pesanti. Pensieri che portano a meditazioni.
A Roma ho solo amato, a Milano ho pure odiato.




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26 aprile 2009
Aurea verba

"Il passato non è un corridoio dritto, ma una stanza circolare, dove non c’è nessun angolo in cui potersi rifugiare dalla tormenta in arrivo. Perché il futuro scorre verso il passato sempre più in fretta. E qualcosa bisognerà pure inventarsi”.

("Il pensiero dei mostri", Benitez Reyes Felipe)




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25 aprile 2009
25 Aprile
 
"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza.

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta già costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'é in essa nessuno che stia dalla alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano.
Vivo, sono partigiano.
Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”


(Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917)



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6 aprile 2009
By the way
In questo periodo facebook mi regala soddisfazioni maggiori di quelle del blog. Più che altro perchè sono in contatto con amici di lunga e breve data.
Con sorprese inaspettate.

Riassunto delle puntate precedenti:

ho tenuto una lezione di etruscologia al museo di Bergamo

e un corso sugli Etruschi in una scuola d'arte.

Soddisfazioni ma soprattutto entusiasmo

Sto studiando per il concorso al Ministero dei BB.CC. Ho incredibilmente superato la selezione.

Continuo a litigare con il mio migliore amico


A giugno vado a vedere i Faith No More a Milano. Scusate se (non) è poco.




permalink | inviato da Vecuvia il 6/4/2009 alle 8:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
4 febbraio 2009
My friends

I litigi con il mio migliore amico (definizione che potrei effettivamente sostituire con "la persona che meglio mi conosce al mondo") mi lasciano una sensazione di vuoto, impotenza, consapevolezza dei miei difetti.

E l'idea che stiamo sprecando tempo in questo modo.




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27 gennaio 2009
Questo blog non è ariano

E' curioso come la Giornata della Memoria coincida con una delle date più importanti della mia vita...attimi pieni di tenerezza che ogni anno ricordo insieme alla persona che li ha vissuti con me.

Dice il saggio agente del Mossad che finalmente, il 27 gennaio, si può ricordare l'ebreo che piace a tutti: la vittima con il completino a righe, parole sue. Il giorno dopo si tornerà a lanciare uova contro le sinagoghe, statene certi.

Pochi mesi fa mi è stata scritta una frase dalla "persona più buona e indifesa al mondo", come amava definirsi (e a pensarci adesso provo nausea, oltre a ridere di tale pagliaccio). Una frase riguardante il mio rifiuto del fascismo e dell'antisemitismo, da lui attribuito semplicemente a un obbligo nei confronti del ramo paterno della mia famiglia:

"E' la tua volontà o... ancora ovviamente.. qualcos'altro....

Sangue?"

Così, finalmente, grazie alla "persona più buona e indifiesa al mondo", ho provato anch'io l'ebbrezza della discriminazione.

Il sangue non si cambia.

Nemmeno l'idiozia umana.

Io ricordo. SEMPRE. Non solo oggi.



permalink | inviato da Vecuvia il 27/1/2009 alle 0:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 gennaio 2009
44
Dite quel che volete, ma io ieri, ascoltando il discorso di Obama, mi sono emozionata.



permalink | inviato da Vecuvia il 21/1/2009 alle 9:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
19 gennaio 2009
My two cents

Quest'anno comincia, a livello personale, nel migliore dei modi.
La dura vita dell'archeologo o presunto tale offre qualche spiraglio di luce.

(Se penso alla grigia gabbia nella quale stavo per farmi rinchiudere....)

Abbiamo l'informazione che ci meritiamo. Se siamo capaci di discutere per giorni sulle ragioni di Santoro o l'Annunziata...abbiamo l'informazione che ci meritiamo. Se non siamo capaci di vedere al di là del nostro naso...e manco del Mediterraneo, che non è poi un mare così esteso.
In questi giorni ho smesso di leggere qualsiasi commento relativo ai fatti di Gaza. Tanto varrebbe leggere la cronaca di una partita di calcio. Curiosamente, per puro caso, ieri ho visto "
Death in Gaza". Documentario nel quale il regista avrebbe voluto intervistare bambini palestinesi e israeliani. E' riuscito solo con quelli palestinesi, perchè è morto ucciso da un arabo beduino dell'esercito israeliano.
Non so voi, ma vedere bambine di quattro anni che dicono che gli ebrei sono "figli di cani" e vedere ragazzini che fanno da sentinella per Hamas e subito dopo dichiarano di esser pronti al martirio mentre un terrorista incappucciato gli accarezza la testa...eh, lascia il segno.

Infine, noto che molti si sentono finalmente liberi di esprimere le loro idee malate, sostenuti da un malessere serpeggiante. Un po' come al tempo del nazismo.

Perchè, signori, mai come in questi giorni, l'ho già scritto e lo ripeto, mai come in questi giorni sento parlare sempre di lobby ebraica.




permalink | inviato da Vecuvia il 19/1/2009 alle 9:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
11 gennaio 2009
Morte di un poeta
 


Dieci anni fa. Ci manca troppo un'anima come la tua, Faber...



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4 gennaio 2009
A sort of homecoming

L'anno è terminato con un viaggio lento attraverso una pianura livida e nebbiosa, molto siberiana.
Ho visto un mare grigio e incredibilmente attraente.

Ho recuperato ore di sonno preziose, parlato, riso, mi sono decisamente rilassata.

Il proposito fondamentale di quest'anno è riuscire a ottenere una radicale svolta. Ho una incredibile fiducia, non so da cosa derivi, ma per una pessimista cronica come me è già molto.

Mi sono resa conto di non riuscire a scrivere post lunghi e mi dispiace. Non credo nemmeno di scrivere in modo incisivo o significativo. Peccato. Altro proposito, recuperare una vena creativa.

Nel frattempo, guardo la morte su pagine di giornali e in video. Mi chiedo come stia l'agente del Mossad.




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27 dicembre 2008
Here I go

Domani parto. Alla faccia dell'alta velocità, non avendo fretta di arrivare, prenderò solo treni regionali. Voglio gustare il paesaggio, fotografare e vivere una giornata a misura d'uomo.

Anno nuovo, vita nuova? Speriamo...perchè il 2008 è un anno da dimenticare. Mai, per ovvi motivi, come il 2007. Solo la mia nipotina ha fatto splendere quest'anno. Per il resto, il buio totale.

Propositi per il nuovo anno: non ne ho mai fatto e forse è ora di cominciare. Uscire dalla palude in cui mi trovo, riprendere a viaggiare, viaggi lunghi, intensi, come piacciono a me.
Evitare di farmi condizionare da chi è incapace di gestire la sua vita e pretenderebbe di gestire la mia, soprattutto.

Domani vedrò il mare d'inverno, sempre ricco di fascino.

Devo ancora decidere la colonna sonora del viaggio: ogni consiglio è ben accetto. Metal, direi. Voglio sentire chitarre paradisiache!




permalink | inviato da Vecuvia il 27/12/2008 alle 15:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 dicembre 2008
Aria
Riprendo a scrivere...liberamente, senza condizioni.

Riprendo oggi, mentre termina questa due giorni familiare.
Mia nipote oggi mi sorrideva, da tre mesi è su questo pianeta e sorride con tutta l'innocenza possibile, beata. La guardo ricordandomi che bisogna andare avanti, nonostante chi non c'è più...e forse proprio per chi non c'è più. Una linea retta che sarà sempre tale, la storia.

Regalo pratico più gradito: una stampante multifunzione che a me sembra un gioiellino.
Regalo più gradito: cofanetto con libro e due dvd di Gaber. "Anni ottanta". Dovrò procurarmi anche gli anni settanta.

Due ore di telefonata con il mio migliore amico. Parlando da persone adulte, mature, consapevoli. Era da tanto che non parlavamo in questi termini, a cuore aperto e mente lucida, come gli ho poi scritto.
Io penso sempre che ovunque saremo, per quanti chilometri ci possano essere tra noi, lui ci sarà.
E io ci sarò.

Nel frattempo mi sono resa conto di aver male interpretato una situazione. Sentimenti confusi. Si sbaglia, a volte. E io non ho alcuna intenzione di farmi trascinare verso il fondo, ho solo bisogno di risalire. Eccome.

Voglio sostanza, non forma. Voglio aria, spazi aperti, vita infinita, viaggi. Voglio vivere ogni singolo istante, non aspettare un futuro. Vivo il presente, tutto e subito.



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23 novembre 2008
De

Forse l'amore è unire due solitudini e creare un mondo nuovo, codici unici e privati.
Allo stesso tempo, è riuscire a trovare un equilibrio nel mondo che ci circonda, perché volenti o nolenti ne facciamo parte. Il che non significa adeguarsi, ma riuscire a superare il tutto con qualcuno accanto. Perché la vita è breve e la compagnia piacevole.

Ma l'amore è soprattutto comprensione. Comprendere come a volte si debbano mettere da parte i propri problemi per affrontare quelli dell'altro, che sono più gravi.
Nessuna forma di egoismo, calcolo, meschinità.
Nessuno può esser responsabile della felicità di un'altra persona. Può renderla felice, eccome, ma affidarsi del tutto a qualcuno per risollevare le proprie sorti porta solo alla rovina. Anche perché si cerca di plasmare l'altro su propri modelli, in definitiva amando il modello non la persona.
Egoismo.




permalink | inviato da Vecuvia il 23/11/2008 alle 22:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
13 novembre 2008
Stay tuned
Sto seriamente pensando di tornare a scrivere.

In modo libero.

E questo luogo è troppo bianco per i miei gusti. Ci penserò.



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22 settembre 2008
Friday night

Attesa

La maglietta dei Killing Joke in regalo

Parole, parole, impressioni di un anno in cui non ci si è visti

La consapevolezza che un anno sia così lungo

Le risate

La mancanza di sonno, perché sarebbe un delitto dormire anziché parlare

Il lago grigio, i Within Temptation in sottofondo


Gli abbracci lunghissimi, perché sentiamo la reciproca mancanza, anche fisica


Questa volta non ho resistito e alla partenza ho pianto. Sono lacrime che fanno bene, alimentano l'inevitabile, malinconica realtà... che gli amici sono lontani, che io e lui abbiamo vite separate e ci potremo vedere solo così, in attimi rubatissimi.

Poi il consueto quotidiano, nel quale non si può entrare.
E' la vita. Ma ci siamo sempre, eccome.




permalink | inviato da Vecuvia il 22/9/2008 alle 20:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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